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Sul finire dell'VIII a.C. secolo gli Etruschi di Tarquinia e Cere appresero l'alfabeto greco dei coloni Euboici di Cuma e Pitecusa.Nel tentativo di adattarlo alle loro flessioni linguistiche territoriali ,nel corso del VI secolo a.C.,si distinsero tre sistemi alfabetici rappresentati da altrettante aree geografiche.Da queste  l'alfabetizzazione prosegui' a Nord  nelle zone etruschizzate dell'area Padana e a Sud nelle aree Campane.Nel corso dei secoli V-IV e III a.C. l'alfabeto etrusco continuo' a semplificarsi e a modificarsi. 
La fine della lingua scritta fu legata all'influenza della potente e vicina Roma sulle singole citta' etrusche.Questa si colloca,a seconda delle zone,tra il III e il I secolo a.C. 

L'alfabeto inciso sulla tavoletta scrittoria rinvenuta a Marsiliana d'Albegna,del secondo quarto del VII secolo a.C. circa,regista 26 segni e comprende tutte le lettere dell'alfabeto fenicio piu' i segni introdotti dai greci per rappresentare le loro occlusive aspirate. 
L'alfabeto etrusco a sua volta modella l'alfabeto greco alle sue esigenze fonetiche, 
manca della vocale O ed usa spesso ricorrere allo scambio delle vocali E/I o alla sincope vocalica.Per quanto riguarda le consonanti attribusice i suoi suoni alle lettere greche,ne inventa di nuove o recupera i segni fenici non utilizzati. 

Alcuni esempi sono

il gamma greco che viene pronunciato come /c/ e non come /g/, 
lo iota pronunciato come /zeta/, 
il grafema F pronunciato /v
e l'introduzione del segno a 8 per il fomema/f/
Il Q o koppa e il K o Kappa spariscono 

E' possibile infine sintetizare l'alfabeto etrusco in un alfabeto arcaico ed in uno recente,ma piu' avanti nella grammatica scopriremo che ci sono alfabeti che si distinguono addirittura di regione in regione,permettendoci cosi' di stabilre  un oggetto da dove proviene attraverso la sua iscrizione.

 

 
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