Il Panforte Margherita
Cenni storici
Il panforte di oggi è certamente molto diverso da quello consumato a Siena e nelle sue campagne nel Medioevo. All'epoca esisteva il "panes melatos", una focaccia fatta con farina, acqua, fichi, uva e miele che, consumata fresca, era buonissima ma con il tempo inacidiva e prendeva di forte. Da qui il nome di "panis fortis" o "panforte" il quale, con l'aggiunta di cannella, pepe e chiodi di garofano, diventò il "panpepato". Nel Trecento la cucina senese già faceva scuola in Italia: il successo del panforte travalicò i confini senesi tanto che veniva gustato nei più sontuosi banchetti dei ricchi signori d'Italia e d'Europa.
In un'antica pergamena del Settecento si elencano gli ingredienti primari del panpepato che, uniti ai due essenziali "acqua e foco", arrivano a 17, il numero delle Contrade di Siena.
Agli inizi dell'Ottocento la produzione del panforte passa nelle mani delle prime fabbriche: nel 1879, in occasione della visita del Re Umberto e della Regina Margherita a Siena, nasce il "panforte Margherita". Questa nuova preparazione, resa oggi molto più morbida e con un gusto più delicato (la stessa che apprenderete in questa lezione) ha soppiantato la fama del panpepato che, comunque, è tuttora prodotto e molto apprezzato.